È in fase avanzata l’organizzazione della quarta edizione dell’HappyCamp Baskin che da quest’anno è intitolato a “Sante Casini”, volontario rotariano scomparso di recente, già fondamentale organizzatore dell’HappyCamp di Albarella.
La Commissione Distrettuale “Progetto Baskin”, partecipata da quattro componenti su sei del Rotary Club Arzignano, ha completato la lista degli ospiti che parteciperanno al camp del prossimo giugno, fra questi ben sette ragazzi con disabilità sono della provincia di Vicenza, mentre gli altri provengono un po’ da tutto il Distretto 2060 su segnalazione di vari Rotary Club che li sponsorizzano.
Saranno accompagnati da un genitore e da un ragazzo senza disabilità, questo perché il Baskin è uno sport inclusivo che può essere giocato da persone di diverse abilità suddivise in cinque categorie con regole prestabilite per fare in modo che tutti abbiano la possibilità di esprimersi al meglio nel gioco.
La diffusione di questo sport nel Veneto e nel nostro Paese è attività primaria dell’EISI, Ente Italiano Sport Inclusivi, e a capo del team di istruttori è la Presidente Nazionale Sira Miola di Sovizzo.
Si tratta di una disciplina reinventata prendendo ispirazione dal basket ma che porta i canestri da due a sei e a diverse altezze per dare opportunità di gioco compiutamente a tutte le abilità delle persone coinvolte nel gioco.
L’evento, fissato ogni anno nell’ultima decade di giugno, è stato affidato fin dal primo evento al Rotary Club di Arzignano su incarico dell’allora Governatrice Distrettuale Tiziana Agostini, scegliendo Lucio Vicentini alla presidenza della Commissione distrettuale organizzatrice e Mario Lavarra nel ruolo di Segretario.
La quarta edizione vedrà anche la sperimentazione del calcio a 5 con le formazioni miste tra ragazzi con e senza disabilità in modo da accrescere sempre di più in loro la passione, e soprattutto la pratica, di sport inclusivi.
Oltre alla Presidente Nazionale di EISI Sira Miola, il camp sarà gestito tecnicamente da Maria Pia Rodighiero, Lorella Meggiolaro e Daniele Bordignon, un corpo insegnante che sa dare ai partecipanti i giusti stimoli, per far si che possano riuscire a garantirsi fin da subito un posto in squadra fra le associazioni sportive locali che stanno nascendo e crescendo un po’ ovunque anche e soprattutto nel Triveneto, per dare occasione a questi ragazzi di praticare questi sport inclusivi, vicino a casa nei propri comuni di residenza.