
Il service distrettuale “Il bosco del Rotary” è diventato un film che tutti i soci sono invitati a vedere cliccando sul link
E’ un’operazione di cui il nostro distretto 2060 si deve fare vanto in quanto, come afferma Tiziana Agostini, PDG D2060, “Le buone idee rotariane funzionano quando camminano con le loro gambe. Tre anni fa ci siamo trovati per la prima volta qui a Malga Campolongo sull’Altipiano di Asiago per piantare il primo ettaro di bosco. Adesso siamo già arrivati al terzo e ci è stato chiesto di continuare con altri ettari di bosco. Quindi è una grande soddisfazione per noi Rotariani che pensiamo all’ambiente come al nostro giardino di casa da curare. Questo è il giardino dei Rotariani sull’Altipiano di Asiago per il distretto 2060.”
L’Università di Padova assiste direttamente il nostro distretto in questo service e seguirà con un monitoraggio accurato tutto lo sviluppo del nuovo bosco. Come afferma Raffaele Cavalli, Professore Ordinario di Agraria presso l’Università di Padova e socio del RC di Vicenza, “Il Distretto Rotary 2060 ha contribuito al rimboschimento nel comune di Rotzo. È un rimboschimento che viene seguito dal punto di vista scientifico dai docenti del Dipartimento Territorio Sistema Agro-Forestale di Padova e segue uno schema ben preciso. La volontà è ovviamente quella di aiutare la natura a ricoprire nuovamente le aree percorse dalla tempesta Vaia, aiutare nel senso di introdurre nuove specie e dare quindi poi, come esito finale, una foresta che abbia delle caratteristiche più variabili rispetto a quella distrutta composta in prevalenza solo da abete rosso. Le foreste che hanno più specie all’interno sono più resilienti, più capaci di resistere ai venti estremi e comunque di riprendersi bene dopo questi eventi estremi. Nel caso specifico, noi piantiamo, vista anche l’altitudine e la localizzazione di quest’area, 6 specie diverse, il larice, il frassino e l’acero che costituiranno il patrimonio forestale più importante anche per la qualità dei legni che si ricavano da queste specie, poi l’acero, il sorbo-montano, il maggiociondolo e
il salicone. In un ettaro noi stiamo piantando 2.650 piante. Sembra un numero elevatissimo, e lo è, perché poi nel corso del tempo molte piante moriranno, deperiranno, saranno brucate dagli animali, per cui alla fine ci si aspetta che ne rimangano almeno 800-900 piante che saranno quelle che poi costituiranno la formazione finale di questo bosco”.
Mariano Farina DGN D2060 conferma l’impegno futuro “Il service che stiamo portando avanti è a durata pluriennale. È nato nel 2022 e proseguirà anche nei prossimi anni per aumentare il rimboschimento delle aree distrutte. Questo è un service distrettuale e quindi supportato da tutti i club del distretto e la sua valenza principale è quella di non essere solamente ambientale ma di mettere insieme le forze di tutte le età dei Rotariani, dai più giovani ai più esperti, di dimostrare la collaborazione tra i Rotary e le amministrazioni locali e ha anche una valenza scientifica perché il bosco che cresce sarà controllato, studiato e monitorato in maniera da far sì che la sostenibilità sia sempre migliore e sempre più forte.”
Conclude Gianni Albertinoli, DG D2060 “Siamo qui a piantare alberelli nel ricordo di quello che è stato l’evento catastrofico di Vaia ma soprattutto per dare un segnale di vita nuova che deve crescere. Alla fine è una rigenerazione del bosco ma è un segno di rigenerazione anche per tutti i Rotariani. Rinasciamo anche noi insieme al bosco e questo bosco sarà poi anche un esempio per quelli che verranno dopo di noi. C’è un nuovo ettaro da piantumare e l’abbiamo fatto in due giornate stupende. Grazie a tutti, grazie ai PDG, grazie ai futuri governatori. Questo è il Rotary che ci piace e il Rotary che vogliamo.”