Care Amiche e Cari Amici Rotariani,
Viviamo in un tempo in cui le guerre e i conflitti sembrano non lasciarci tregua. È naturale sentirsi impotenti. Ma c’è un dolore che più di ogni altro ci interroga come esseri umani: quello dei tanti bambini che muoiono o che crescono tra la paura, la fame e la violenza, senza aver avuto il tempo di sognare.
Di fronte a questo dolore, sento ancora più forte la necessità di non rinunciare alla speranza che la violenza possa fermarsi e che i conflitti possano trovare altre strade.
So che molti di noi si chiedono se il Rotary possa davvero incidere sulla pace globale. È una domanda legittima. Il nostro contributo non ferma una guerra da solo, ma può rendere meno inevitabili i conflitti, può preparare il terreno perché la violenza non sia l’unica risposta possibile, aprendo spiragli di umanità affinché altri bambini non debbano pagare il prezzo delle scelte degli adulti.
La pace e la prevenzione dei conflitti sono come un filo sottile che attraversa la storia del Rotary, un filo non sempre visibile, ma presente ogni volta che il servizio diventa relazione e la relazione diventa fiducia, anche quando ci sembra poco davanti al dolore del mondo.
Ogni progetto per l’istruzione, la salute, l’acqua, lo sviluppo, ogni gesto di dialogo nelle comunità, è un passo in questa direzione. Forse non vedremo la fine di tutte le guerre. Ma non possiamo permetterci di abituarci al dolore dei bambini, alle infanzie spezzate e all’idea che tutto questo sia normale.
Finché anche un solo bambino continuerà a pagare il prezzo dell’odio degli adulti, il nostro impegno non potrà dirsi concluso. Continuare a servire, a costruire dialogo, a prevenire i conflitti non è solo una scelta rotariana: è un dovere umano.
E forse la pace comincia proprio da qui: dal momento in cui il dolore del mondo non ci lascia indifferenti.
Con affetto e profonda amicizia rotariana,
Il Governatore
Gianni Albertinoli