Vai al contenuto
Home » Blog » RC Cittadella: TRE CONCERTI A FAVORE DEGLI HAPPY CAMP

RC Cittadella: TRE CONCERTI A FAVORE DEGLI HAPPY CAMP

    image.png

    A Cittadella un concerto replicato per due volte nell’arco di due giorni. Non era mai successo. Il Rotary Club Cittadella c’era.

    “Mi vergogno, mi vergogno delle mie paure”.
    I soci del Rotary Club di Cittadella avevano deciso di sospendere un service storico, per cercare qualcosa che desse un segno al territorio e facesse conoscere la realtà della nostra Associazione.

    La scelta: il Club si sarebbe fatto carico, unico sponsor, di due concerti. L’intero ricavato sarebbe stato destinato agli Happy Camp.
    Il lavoro di mesi: gli accordi, le relazioni con le Istituzioni, la valutazione delle date, le disponibilità ed i rifiuti.
    Finalmente la pubblicità degli eventi. Il logo del Rotary presente nelle principali strade del paese.
    Il timore di fare un buco.  Invece…sold out in pochi giorni e ancora richieste.  Un’altra decisione: un terzo spettacolo. Il bilancio del Club da verificare per questo ulteriore sforzo, il riconoscimento ed il sostegno del Distretto, le spese impreviste, le presenze e le assenze dei soci, l’aiuto di altri club ed il valore della loro amicizia.Di image.pngnuovo il timore di sbagliare Di nuovo un sold out che non ha potuto soddisfare il desiderio di tutti di esserci.

    “Mi vergogno delle mie paure, degli sguardi degli altri genitori, dei suoi compagni di classe con le loro domande che graffiano, delle fragilità di mio figlio”
    Il coro Voice in Soul della Filarmonica Cittadellese si è esibito in tre spettacoli suggestivi. Gospel, soul e pop si sono alternati in una sequela di emozioni che hanno consentito al pubblico di pensare. La bravura dei solisti ha spinto la voglia di cantare e di ballare. Un complesso di cinque elementi ha dato pienezza alle note rendendo raffinato l’ascolto.
    La gioia nei volti dei presenti non solo per la possibilità di ascoltare musica che scalda il cuore e l’anima, ma anche per essere protagonisti di un’iniziativa sconosciuta ai più. Complessivamente quasi settecento persone. Un incasso di 8500 euro, destinato interamente ai ragazzi che vivranno l’amicizia degli HC.

    Nel mezzo della performance la recita di un monologo. Un padre racconta la sua storia di genitore di un figlio speciale: ”Ho image.pnginsegnato alle mie paure a salire i gradini insieme a mio figlio alla conquista dell’autonomia. Dopo tanti tentativi il laccio delle scarpe finalmente si è chiuso senza aiuto”.  Poi ancora musica per far brillare la luce che è in noi, per comprendere che senza l’altro io non posso essere.

    “Adesso talvolta mi sento a terra. Cosa faccio? Mi alzo e vado avanti”. Il bis, gli applausi, i saluti di Gianni Albertinoli.
    Poi, il passo incerto, titubante di un omino piccolo, timido che si mette al centro del palco. Il figlio gli si aggrappa portando di fronte a tutti il mondo fatto di immagini che solo lui può vedere.

    L’omino deve superare la paura di parlare ad un pubblico. Probabilmente è la prima volta che è chiamato a farlo. Sicuramente è la prima volta da un palco. Estrae un foglio ed inizia a leggere. Sono ringraziamenti al Rotary, sinceri, profondi accompagnati dalla speranza di poter vivere ancora l’esperienza degli HC insieme al figlio. Ripiega il foglio mentre tutti applaudono spinti dal desiderio di non farlo sentire solo e di esprimergli affetto.

    Poi il bis con “Oh Happy Day” in cui il Coro trascina la platea in un’unica voce che vuole dire ai ragazzi presenti “Non abbiate paura. Noi siamo qui, con voi”. Sto uscendo dal teatro. “Lei ha raccontato la mia storia”. Mi volto. L’omino della testimonianza è dietro di me, insieme al suo ragazzo. Mi ha riconosciuto. Sono quello del monologo. “Però, mio figlio non riesce ancora ad allacciarsi le scarpe da solo”. “Non si preoccupi. Ad Albarella ci sarà un altro genitore che glielo insegnerà”. Le nostre mani si stringono. Questo è quello che volevamo. Questo è quello per cui ci siamo impegnati. Questo è quello che siamo: Rotary.