La terza edizione dell’HappyCamp Baskin 2060 volto al coinvolgimento di giovani con disabilità e senza disabilità, provenienti da tutto il triveneto, si è concluso positivamente a Lignano Sabbiadoro al Bella Italia Village, e quest’anno, anche con l’esordio di una nuova disciplina sperimentale che i partecipanti hanno potuto provare in esclusiva: il calcio a cinque inclusivo.
La responsabilità tecnica è stata affidata all’EISI (Ente Italiano Sport Inclusivi) e la gestione della didattica alla sua Presidente Nazionale Sira Miola, coadiuvata da Maria Pia Rodighiero, Lorella Meggiolaro e Daniele Bordignon, lo staff di fiducia. La sfida era di portare in quattro giorni, i trenta ragazzi coinvolti, a giocare un vero torneo di baskin e l’obiettivo è stato abbondantemente raggiunto.
Questo evento a cadenza annuale è stato caldeggiato da Tiziana Agostini già nell’annata 2022/2023, quando era Governatrice del Distretto Rotary Triveneto e da allora l’organizzazione è affidata a Lucio Vicentini, Mario Lavarra, Pierluigi Coronin e Mattia Zambolin del Rotary Club Arzignano, con il successivo ingresso nel team di Beatrice Nordio del R.C. Padova Euganea e Anna Maria Colonna del R.C. Caorle. Un terzo appuntamento affidato anche quest’anno alla Commissione Distrettuale Rotary “Progetto Baskin”, che per le future edizioni spera di coinvolgere, oltre ai sopra citati membri, anche altri soci di altri club del distretto 2060, per continuare a sostenere l’iniziativa a favore soprattutto delle persone disabili, nel rispetto del principio rotariano della filosofia DEI, acronimo di Diversità, Equità e Inclusione.
L’HappyCamp Baskin 2060 è nato ed è stato pensato, per favorire l’inclusione attraverso lo sport, con l’insegnamento del baskin, uno sport appositamente reinventato, partendo dal basket e che ne modifica le regole per permettere e garantire la partecipazione inclusiva di giovani, indipendentemente dalla propria capacita motoria, stimolando altresì un ambiente sportivo di aggregazione, spesso precluso nella ipercompetitiva società di oggi, sia a giovani con disabilità, sia a giovani “poco prestazionali” in taluni ambiti sportivi prettamente agonistici.
Portando i canestri da due a sei, a diverse altezze, proprio per dare opportunità di gioco veramente a tutte le persone, indipendentemente dal loro genere, dalle loro età, abilita e funzionalità motorie individuali e tracciando due aree semicircolari ai due lati del campo, in prossimità della linea di metà campo, anche utilizzando al bisogno palle di varie dimensioni e pesantezza, si riesce a trasformare l’eventuale limite di un atleta in risorsa per l’intera squadra.
L’avvicinare giovani con disabilità e attraverso lo sport, portarli a scoprire nuove capacità, ha un valore educativo, motorio ed emotivo, perché si “obbliga” ogni ragazzo a mettersi in gioco, affrontando paure talvolta mai esplorate, per costruire fiducia in sé stesso e nell’altro, amico e compagno di emozioni nuove.
La speranza è che dopo l’esperienza dell’HappyCamp Baskin 2060, i ragazzi possano tornare a casa e continuare a praticare questo sport appena conosciuto, presso la squadra di baskin presente più vicino a casa.
Ai genitori, che accompagnano i figli con disabilità assieme ad un coetaneo (un amico/a, un fratello/sorella, un compagno/a di scuola…), viene illustrato come è strutturato l’HappyCamp Baskin 2060 e il programma giornaliero, nella riunione comunitaria della sera dell’arrivo. Qui solitamente scoprono che in una struttura completa di ogni servizio turistico, compresa la spiaggia antistante il villaggio, possono godere di momenti di totale libertà al mattino e al pomeriggio quando i ragazzi sono impegnati nell’attività sportiva al palazzetto, o in altre attività di gruppo sempre gestite da EISI. È qui che i genitori apprendono che non gli è permesso entrare al palazzetto, per non disturbare le attività dei ragazzi, fino al giorno del torneo e vinte le prime titubanze, si convincono presto della bontà di tale norma strategicamente introdotta, anche per obbligarli ad un po’ di sano relax e di tempo libero, utile anche a socializzare con gli altri genitori.
Questa terza edizione da poco conclusa potrebbe essere ricordata come l’edizione “delle prime volte”.
C’è chi, dopo aver visto tutti i propri compagni di squadra andare a fare il bagno, per la prima volta è entrato in mare, dopo aver chiesto di andare a comprare il costume, mai usato per paura in 37 anni.
Chi ha dovuto separarsi per la prima volta dal proprio figlio per tre, quattro ore di fila. Chi ha visto per la prima volta il proprio fratellino finalmente circondato da veri amici che lo cercavano per stare insieme e che esultavano per lui e con lui quando faceva canestro. Chi partecipava per la prima volta ad un’esperienza simile ed era partito con molte titubanze e pochissime aspettative, ma già al secondo giorno…, chi non sapeva cosa aspettarsi da una prima esperienza sportiva con molti ragazzi disabili e che torna a casa più ricco di quando e partito. Chi per la prima volta ha visto il proprio figlio sorridente, felice, pieno di vitalità!
Per questo e molto, molto altro si sta già pensando e lavorando alla prossima edizione! E tu? E il tuo club? Vi va di giocare la prossima partita insieme?